Bildbeschreibung

BERICHTEN

 

 CHATEAUNEUF-DU-PAPE, CLOS DES PAPES, PAUL AVRIL,

VERTIKALE 1999 - 2009

Zürich, November 2011

 

 

La Côte du Rhône

 

La Vallée du Rhône si divide in due zone coltivate a vite.

La zona nord del Rodano é conosciuta soprattutto per i diversi Cote-Rotie e per i suoi Hermitage.

Mentre la zona sud é più famosa per i suoi vini Cote-du-Rhone, Gigondas e per i suoi Chateauneuf-du-pape.

Pur essendo il clima in questa regione della Francia molto caldo e asciutto i produttori hanno diversi problemi da affrontare nella loro coltivazione. Infatti in quest'area soffia il Mistral, un vento che proveniendo da nord viene letteralmente "sparato" attraverso la valle verso sud.

 

La sua composizione geologica, dove prima i mari e poi lo stesso Rodano hanno depositato nelle varie ere sedimenti alquanto eterogenei, rappresentano caratteristiche uniche.

 

Nella zona sud del Rodano vengono piantate principalmente 13 diversi vitigni tra i quali lo Syrah, il Grenache e il Mourvèdre, che secondo il severo disciplinare dell' Appellation Chateauneuf du Pape Controlée obbliga i produttori ad inserirli nel loro vino per un minimo del 70%.

 

 

Chateauneuf-du-Pape Clos des Papes, Paul Avril

 

 La famiglia Avril ha una lunga tradizione nella produzione di vino a Chateauneuf. Infatti il marchio è stato fondato nel lontano 1896 da Paul Eugene Avril che diede ai propri vini il nome di Clos des Papes perché alcune parcelle di terreno dove tutt'ora vengono prodotte le uve si trovano all'interno delle mura (clos) del castello papale (residenza estiva dei papi di Avignon).

Oggi l' azienda viene gestita da Vincent Avril, figlio di Paul Avril (nipote del fondatore) ormai alla 4a generazione.

Dopo che Vincent Avril assolse un lungo apprendistato in quasi tutte le regioni di Francia (soprattutto in Borgogna preso l'azienda di Sauzet) e dopo che nel 2000 il padre Paul Avril venne nominato presidente dell' INAO (Institut National d'Appellation d'Origine) egli prese completamente in mano l'intera azienda di famiglia.

Non cambiò mai lo stile del padre ma modernizzò le tecniche di produzione.

Secondo il grande critico americano Robert Parker, il padre Paul Avril era tra i suoi personali produttori preferiti dei Chateauneuf-du-pape e dovette ben presto ammettere che il figlio Vincent non è mai stato inferiore al padre. Infatti dal 1998 fino ad oggi tutti i vini hanno superato facilmente il punteggio dei 90/100 punti.

La vinificazione di questi vini avviene per i primi 6 mesi in vasche di cimento dopo di che passano ulteriori 12-18 mesi in grandi botti di rovere per poi essere direttamente imbottigliati senza alcuna filtrazione. Da questo procedimento i vini restano intatti nel suo colore e nel suo aroma naturale.

Nei Clos des Papes vengono usate principalmente uve Grenache (ca. 65%), Mourvèdre (20%), Syrah (10%) ed il restante 5% va alle restanti 10 tipologie di uve ammesse dal disciplinare. (Picpoul, Terret Noir, Counoise, Muscardin, Vaccarèse, Picardan, Cinsault, Clairette, Roussane, Bourboulenc)

 

Questi vini rispecchiano al meglio la tradizione e la tipicità del territorio dove essi vengono coltivati.

Aromi profumati e fruttati di Kirsch, frutti rossi, liquirizia e con tannini morbidi ed eleganti.

 

                                      

Verticale Chateaneuf-du-Pape, Clos des Papes 1999-2009 Paul Avril

 

Annata 1999:    colore rosso granato con bordi leggermente arancio

                           Al naso si presenta il vino con dei sentori dolciastri di caramello, miele, frutti maturi e

                           alcune sfumature che ricordano un alcuni punti un po’ al marsala.

                           In bocca è corposo con sentori di frutti secchi e prugne. Un finale lunghissimo.

                           Tenendo conto dei suoi anni è un vino bello arzillo. 93/100

Annata 2000:    colore rosso granato

                           frutti rossi, moca, liquirizia

                           In bocca è fino, rotondo con un dei sentori di pelle, frutti maturi e prugne.

                           Anche qui un bellissimo finale lungo. 91/100

 Annata 2001:    Colore rosso tegola con dei bordi arancio

                            Il naso viene investito da sentori di liquirizia, cioccolato fondente, vaniglia,

                            pelle e alcuni sentori di paglia o stalla.

                            In bocca si sentono subito i frutti maturi e caffè con una mineralità bellissima.

                            Una acidità fina e dei tannini rotondi ed eleganti. Che gran bel vino! 94/100

 Annata 2002:    colore rosso scarico con dei bordi arancio.

                            Al naso eucalipto, note vanigliate, pelle, sentori di vino marsalato

                            In bocca si sentono delle note legnose che ricordano un po’  le scatole di sigari,

                            eucalipto e pelle.

                            Si sente che l'annata non è certo tra le migliori in assoluto. Le condizioni in

                            quell'annata non sono state ottimali, ma è riuscito lo stesso a creare un vino

                            interessante da bere subito e senza troppi pensieri. 90/100

Annata 2003:    colore rosso granato, pulito e limpido

                           sentori di moca, cioccolato, liquirizia e frutti rossi maturi

                           La bocca è vellutata, more, frutti rossi e sottobosco 93/100

Annata 2004:    colore rosso granato, pulito e limpido

                           al naso mi ricorda la 2003 con i soliti sentori di pelle, liquirizia e frutti rossi

                           anche se la 2004 sembra avere una marcia in più.

                           in bocca è elegante, corposo e vellutato. acidità compatta e tannini presenti.

                           Finale lunghissimo. 94/100

                           La 2004 ha la potenza del 2003 (annata molto calda) e l'eleganza della 2001.

 

Annata 2005:    colore rosso granato intenso, scuro e limpido

                           sentori di frutti rossi maturi, minerale con note di cioccolato fondente

                           in bocca ha sentori di frutti neri (more, ciliegie) e con dei tannini

                           ancora un po’ pungenti. Questo vino appare ancora molto giovane e chiuso

                           ma con un potenziale infinito davanti. Penso che ha bisogno ancora di 5-10 anni

                           di maturazione in bottiglia prima di poter esprimere al meglio il suo carattere. Un

                           gran bel vino che risulta ancora in fase di maturazione e che nel 2007

                           fu incoronato vino dell'anno dalla rivista americana Wine Spectator. 96/100

 

Annata 2006:    rosso granato intenso e pulito

                           al naso frutti rossi e neri, speziato, pepe. Si presenta con una leggera "puzzetta"

                           che fa pensare ad un possibile difetto ma che per fortuna dopo 20 min.

                           scompare nel bicchiere.

                           In bocca invece è caldo con sentori di frutti maturi ed una compattezza

                           straordinaria.

                          Ancora un po’ giovane ma già ora un gran bel bere. 96+/100

Annata 2007:    colore rosso rubino intenso con dei bordi violacei.

                           Qui si inizia a riconoscere la vera giovinezza del vino.

                           Al naso ha dei forti sentori animali, pelle, paglia, stalla.

                           In bocca è fresco con un frutto croccante, frutti rossi, lamponi.

                           Ha ancora un tasso di acidità molto alta con dei tannini avvolte ancora un

                           po’ pungenti.

                           Dall'ultima volta che ho provato quest'annata

                           (che in passato è stata la mia preferita in assoluto)

                           questo vino mi è sembrato in una estrema fase di chiusura.

                           Rimane indubbiamente un gran bel vino con una longevità impressionante.

                           Ma al momento è nella fase dove è meglio lasciarlo in pace per almeno

                           mezza decade. Sperando che si riapra al piu presto per ridare quella gioia

                           nel berlo che ha dato in passato. 95+/100

 

Annata 2008:    Questa è stata dopo la 2002 un'altra annata non facile per Vincent Avril.

                            Le piogge e il maltempo hanno influenzato parecchio la regione del Rodano

                            creando non poche difficoltà a chi ci ha sempre abituato a dei grandi vini.

                            Il colore è rosso rubino con dei leggeri riflessi violacei.

                            Al naso ha dei profumi di frutti rossi e sottobosco. Svela alcuni piccoli sentori

                            di legno e tabacco.

                            In bocca è spigoloso, con un tasso di acidità eccessiva. Un frutto croccante

                            ma ancora assolutamente verde.

                            Da Robert Parker (Wine Advocate) gli fu inizialmente dato un punteggio

                            provvisorio di 87-92 punti per poi correggersi alcuni mesi dopo e fissando il

                            punteggio definitivo a 91/100.

                            Personalmente non mi ha impressionato tanto ma è sicuramente un vino

                            interessante da riprovare tra 2-3 anni e poi da non tenere troppo tempo in

                            cantina ma di berlo entro la fine della decade. 90/100

Annata 2009:    Rosso rubino intenso con dei riflessi violacei.

                           Al naso si presenta con dei sentori ancora verdi dovuta alla sua

                           eccessiva giovinezza.

                           Frutti rossi e mineralità.

                           In bocca è elegante. Ha un mix di frutti rossi e neri, more e ciliegie. Ancora

                           molto giovane ma molto molto interessante. Diventerà sicuramente un'altra

                           perla da tenere in cantina e da tirar fuori solo nelle occasioni speciali. 94/100

 

Vino pirata: Chateauneuf-du-Pape 2007, Domaine de la Janasse

 

                          Questo vino fu da me introdotto nella degustazione come pirata un po’ per "scherzo"

                          e un po’ per testare la reazione degli altri ad uno stile di produzione molto diverso

                          da Vincent Avril e i suoi Clos des Papes.

                          Pensavo che non avrebbe retto il confronto ma invece ha sbalordito non poco

                          i partecipanti. Facendoli andare nel pallone più totale cercando di trovare l'intruso.

                         Alla fine è stato riconosciuto solo da 4 persone su 15. Non male per un vino "base"!

                         Il colore è rosso rubino intenso con dei riflessi violacei.

                         Al naso si presenta con un mix di frutti rossi maturi, pelle e vaniglia.

                         La bocca è piena, corposo e vellutato. Acidità elegantissima e dei tannini dolci

                         e sensuali. Sentori di frutti neri, crème-de-cassis, kirsch e vaniglia.

                         Un vino disarmante. Bellissimo da bere ora ma con un potenziale di rendimento

                         per almeno altri 15 anni. L'annata 2007 é stata senza dubbio un'annata fuori

                         dal comune che ha dato grandi soddisfazioni agli amanti dei Chateauneuf.

                         Per la sua beva e per la sua disponibilità ad essere bevuto anche da giovane 

                         questo vino merita indubbiamente il punteggio più alto della serata.

                         Anche se però penso che il suo zenit di evoluzione ormai

                         sia raggiunto mentre il Clos des Papes 2007 ha ancora tantissima strada davanti.

                         Comunque sia…  BRAVO! 98/100

  

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